RICONOSCERSI

Entra nella stanza e per un attimo si sorprende; non si aspettava di trovare tutta questa gente alla presentazione del libro.

Trova un posto libero, si siede ed attende l’inizio. Dallo zainetto sfila con cura due volumi che in copertina hanno disegni in cui il nero prevale; gli hanno regalato emozioni forti e li rispetta per questo.

Ha già letto la storia che viene presentata stasera, ma vuole ascoltare la voce e le parole di chi lo ha scritta.

Nell’attesa usa il cellulare, risponde a qualche messaggio, ma presta anche attenzione al movimento che si forma nella stanza; nota che diverse persone si conoscono tra loro, come appertenessero ad un gruppo.

La presentazione inzia con una session musicale di jazz; anche se è cresciuto con musica rock e pop, cerca di sentire quei suoni e si sorprende nell’avvertire l’entrata di quelle note con facilità in sè, trovare spazio e comodità. Si chiede che stato interiore quelle note stiano scoprendo.

I due autori finalmente inizano a parlare ma non riesce a vederli; anche se alcune persone gli coprono la visuale, fotografando e filmando con il cellulare, non si scompone, si concentra sulle voci, sulle parole, sui significati che i due esprimono.

Sulla sedia non sta fermo, trovando sempre posizione strane, ma è il suo modo di prestare attenzione: alla descrizione del protagonista del libro, a quella dell’ambientazione, al passato in che si riverbera nella storia.

Gli piace ciò che udisce, le parole esposte ed i significati; uno dei due autori è molto chiaro e diretto, va subito all’essenzialità mentre l’altro è l’opposto, ampia di più gli argomenti e le motivazioni, senza per questo essere tedioso; semmai fa scoprire nuovi scenari e nuovi orizzonti alla storia che già conosce.

Assieme gli danno un senso di completezza, seppur instabile.

La presentazione continua con altro bel Jazz, altre parole, altre domande, alcune fatte da chi non conosce il libro e giustamente vuole capire meglio; questa è l’occasione giusta per saperlo.

Passa così velocemente più di un’ora, quando di solito altre presentazioni durano molto meno; anche se si vorrebbe continuare a parlare ed a chiedere purtoppo arriva il momento di concludere l’incontro.

Inizia la bella prassi delle firme sul libro, molti si affrettano ad andarne a comprarne una copia per poi avvicinarsi per due parole con gli scrittori ed i successivi autografi.

Riprende in mano le sue due copie consumate dalla lettura e si mette in coda per attendere il suo turno, da ultimo.

Pone un libro, quello che lo ha emozionato di più, per la firma ad uno dei due.

Si presenta.

“Ciao…. Io sono Luigi”.

Vedendo che lo scrittore non cambia espressione, aggiunge il cognome.

Chi sta firmando di colpo cambia espressione, si ferma e capisce chi ha di fronte.

Riconoscersi è tutto a volte.

Ed i sorrisi che seguono sono le cose che ricorderà di più.

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