One Step Beyond

Lo so… Lo avevo scritto.

Avevo promesso che avrei scritto qualcosa quasi ogni giorno in ricordo di mia madre; ma dopo il secondo lutto mi sono interrotto.

Quel modo di razionalizzare è stato spazzato dal secondo colpo… e mi sono fermato.

Non mi giustifico, è quello che è successo e non mi sono forzato nel riprendere.

Ora va meglio. Il tempo aiuta, ma da solo non basta.

Un semplice “come stai tu?” detto da persone gentili aiuta più tante parole, perchè segno di attenzione e di sostegno.

Aiuta molto anche stare a contatto con i ragazzi che, con la loro energia ed entusiasmo, trasmettono forza e  voglia di andare avanti. Ed il bello è che loro non lo sanno che medicina possano essere.

Un pò alla volta, un pò alla volta… mi ritrovo a sorridere ed a ridere sempre di più, senza dimenticarli. La loro mancanza si fa sentire lo stesso, un buco che c’è e che non voglio riempire. Non sono masochista, semplicemente accetto il dolore che si accompagna a quel vuoto in cambio del sentirli ancora in me; l’alternativa è l’anestesia emozionale che ovviamente rifiuto.

E torna anche la voglia di tornare a scrivere, di raccontare, di raccontarmi…

One Step Beyond.

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