LaRude

Io mi chiamo Rude. Anzi LaRude.
Il mio vero nome sarebbe Kia Rio 2005, ma il mio padrone ha sempre dato dei nomi alle cose che usa molto. Lui pensa che a questi oggetti bisogna dare un’identità precisa, un nome.
Il mio è appunto LaRude ed era adatto a me.
Sono scattosa, brillante, veloce, senza fronzoli, potente. E ho 12 anni.
Anni passati a servirlo e a portarlo velocemente dove serviva.
La scena era sempre la stessa: lui arrivava e mi diceva “Dai Rude, dobbiamo andare a Parma”. Io rispondevo `Andiamo“, mi legavo la fascia attorno alla testa, mi accendeva, e si andava.
“Si va a Imola”. “Andiamo”.
A Parma.. A Imola… In montagna… Al mare… In palestra… Alle partite…
All’inseguimento dell’angoscia.
Quest’ultima poi è successo tante volte, troppe Io lo so.
“Andiamo”. Sempre Andiamo.
Lui mi trattava bene. Non mi viziava, ma non mi ha mai trascurato. Io lo ripagavo con la mia efficienza; mai un problema, sempre pronta all’accensione del motore.
Anzi.. Gli unici problemi me li ha causati lui, anche se poi mi ha sempre sistemato.
Mi sono divertita un sacco con il padrone, specialmente quando trovavamo davanti a noi i catrami, quelli che vanno a 30/40 km/h. Alla prima occasione freccia e sorpasso a sinistra. Andavo su di giri subito e scattavo di potenza.
Oppure quando ci piazzavamo dietro ad auto ben più potenti e famose di me e non le mollavamo, io piccolina ma pestifera. Rude.
Anzi… LaRude.
Soddisfazione mi hanno dato certe persone di oltre due metri che salivano dubbiosi che poi rimanevano sorpresi
‘Ehi, che comoda,. Non è così piccola come sembra questa auto! “.
Io non dicevo niente ma sorridevo.
Oppure quando mi guidava qualcuno che non era il mio padrone
“Porca miseria, ma che scattosa e potente che è”.
Io zitta. Sempre.
i complimenti più belli li ho ricevuti in questo ultimo periodo.
“Ma la vendi? Ma se è nuova? “
`La vorrei io“
“Ma è messa bene! “
E invece ho 12 anni. E il mio padrone per tutta una serie di motivi che solo io conosco si divide da me.
Non sono contenta, ma comprendo.
Ho ascoltato milioni di volte Columbia degli Oasis. Milioni. Non avevo alternative.
Ma è vero che piaceva anche a me.
E oggi che mi sono divisa da lui, mi ha messo in loop Columbia, mi ha lanciato a 160 km/h per un tratto in autostrada, in segno di rispetto.
Una specie di onore delle armi.
Poi ci siamo fermati. Abbiamo ascoltato assieme la canzone fino all’ultima nota, abbiamo spento il motore, lui è sceso, mi ha baciato il cofano e mi ha detto “Grazie”.
Non sarò rottamata, serviró un altro padrone.
Ma io sarò per sempre Rude.
Anzi… LaRude.

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